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Nola

            

Cittadina della Campania, in provincia di Napoli, con 19.095 abitanti, sita a 35 m di altezza ai margini sudorientali della pianura campana.

Il territorio comunale, ampio 39 kmq, conta 32.935 abitanti (24.623 nel 1991).

Storia. Antichissima città ausone, fu degli Etruschi; poi dei Sanniti. Dopo la conquista di Q. Fabio (311 a. C.) divenne città alleata. Dopo la battaglia di Canne i Romani se ne servirono contro Annibale. Durante la guerra sociale fu dei Sanniti e, dopo un assedio di Silla, dei Romani. Nel 14 d. C. vi mori Augusto.

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 Urbanistica e Monumenti. Della città antica restano tracce di un anfiteatro e di un tempio edificato da Tiberio nel 26 d. C. Notevole la necropoli con alcune camere sepolcrali affrescate. Fra le scoperte più importanti è quella del Cippo Abellano (1750). Delle età successive, notevoli la chiesa della Misericordia del sec. XIV, il palazzo Orsini del sec. XV e Covoni del sec. XVI, le chiese dell' Annunciata e dell'Immacolata, barocche. Il seminario vescovile con antiquarium (iscrizioni) è opera di L. Vanvitelli.

Caserma Duca D'aosta (XVIII sec.). Fu fatta costruire da Carlo di Borbone su progetto di L. Vanvitelli.
   

 Duomo (fine del XIV sec.). La costruzione attuale è un rifacimento della fìne del secolo scorso. All'interno, a tre navate su colonne monolitiche, bel soffitto ricco di intagli. Nella cripta, eretta su un tempio pagano, consacrata a San. Felice, primo vescovo di Nola, paliotto forse dell'VIII.

Palazzo Orsini (XV sec.). La facciata è arricchita da frammenti romani di scavo, provenienti dall'antico anfiteatro, e da un bel portale scolpito.

    vulcano                                                                     


Santa Chiara (XVIII sec.). Costruzione eretta da F. Sanfelice con cupola rivestita di mattonelle maiolicate. All'interno, oltre a dipinti del Sanfelice stesso, un notevole dipinto del XVII di G. B. Caracciolo raffigurante Santi che pregano per le anime del Purgator

Seminario (1749). Eretto su progetto di L. Vanvitelli. Nel cortile, iscrizioni di epoca romana e,nella biblioteca, il famoso cippus abellanus in osco, lingua parlata nell'Italia meridionale prima del V a.C., proveniente dalle rovine del Castello di Abella.

 


 

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